martedì 28 febbraio 2012

Pomodori verdi fritti, cupcakes e persone tonde

Bisogna prendere le redini della situazione. 
Non si può annaspare sempre nelle inquietudini, 
nella frustrazione di non essere come gli altri ti vorrebbero. 
Io sono fatta di un impasto diverso da quello che vorrebbe mio padre, 
ho una forma diversa, 
ingredienti diversi, 
pulsioni e aspirazioni diverse. 
Non so cosa voglio fare da grande e grande lo sono già. 
Ma sono anche giovane e posso sbagliare, posso rischiare, affondare e sopravvivere lo stesso. 
Di tempo per invecchiare in un ufficio grigio dell'Agenzia delle Entrate ne ho a palate. 
Sono stanca di sforzarmi di essere quello che non sono. 
Non sono grigia, non sono fredda. 
Piango spesso. 
Non so dire di no alle patatine in sacchetto. 
Ho scoperto da poco che i pistacchi mi piacciono tantissimo. 
Non avrei mai detto quando avevo 16 anni (ma nemmeno a 21) 
che la cucina sarebbe diventata una mia passione. 
Però è successo: cosa si fa? 
Ci si tuffa. 
Mi son tuffata un sacco di volte, ho sbattuto la testa molte di queste volte. 
Altre invece mi son ritrovata a nuotare in un mare azzurrissimo, 
ed è proprio per queste volte che vale la pena tufffarsi ancora.
L'universo sta complottando a mio favore, 
sarebbe fin troppo arrogante da parte mia voltare le spalle a tutti questi segnali. 
Io non sono nemmeno arrogante, nel caso non lo sappiate. 
Sarà per quello che se qualcuno mi nomina la parola "praticantato" 
comincio a piangere e a respirare affannosamente. 
Manca l'ultimo, fondamentale tassello
e poi ci si tuffa.

domenica 12 giugno 2011

Rivers always reach the sea

Credo che prima o poi, in un modo o nell'altro, ogni cosa confluisca dove è naturale che confluisca. Lo dicevano anche i Led Zeppelin (e quindi si tratta di una verità inconfutabile) che "though the course may change sometimes / rivers always reach the sea". Oggi ho frequentato la seconda giornata del corso da mediatore e devo dire che mi piace, e che mi piacerebbe farlo come lavoro e questo (ma voi non potete saperlo) è praticamente un miracolo, [CENSURA]. La formatrice mi ha fatto pure i complimenti per come sono truccata, l'ho raccontato a mio padre (che ha l'elasticità mentale di una chiave inglese) e lui ha riso e mi ha detto "sarà un segno". Sarà. Intanto finisco il corso da mediatore. Come lo vedete voi come futuro lavorativo un bis: mediatrice civile e truccatrice? Potrei fare un po' e un po', così non mi annoio, visto che a me succede spesso di annoiarmi. Sarà anche per quello che poi quando qualcosa mi piace mi ci butto a capofitto manco fosse il ciocco di legno dove si aggrappa Rose in Titanic (stasera ce l'ho con le parentesi, perdonatemi, comunque volevo aggiungere che poi alla fine se il ciocco di legno se lo tiene per lei vuol dire che del caro Leonardo non è che gliene freghi poi molto).
Ho tagliato i capelli mercoledì, non mi ricordo se ve l'ho già detto, e sono molto felice della mia scelta. Li ritaglierei altre cento, mille volte, tornassi indietro gli taglierei molto prima. Pensavo che facciamo tutti fatica a staccarci dalle cose che ci accompagnano abitualmente senza pensare che magari il loro tempo è arrivato ed è ora di disfarsene per poter andare avanti con la leggerezza necessaria a restare a galla o addirittura a volare se siamo in grado di farlo. E' che a volte portiamo con noi cose che pensiamo di proteggano e invece ci ingabbiano solo. Io adesso passo la mano nei miei capelli e adoro la sensazione di sentirli corti, puliti e profumati di cannella.
Salto un po' di palo in frasca ma nella mia mente ora c'è tutta un'ebollizione di idee, pensieri, sensazioni... Mentre facevo il bagno mi è venuto in mente che volevo parlarvi di quelle "cose" che io (ma non solo io) chiamo "cose di conforto". Ce le avete voi? Ditemele!
Le mie cose di conforto sono svariate e forse vi sembrerò un po' matta ma ve le dico: la salamina col purè, i libri di Bukowski, i film con Audrey Hepburn, la felpa vecchissima della Pugilistica Padana che mi ha regalato Ciro nel 2004, lo shampoo solido di Lush, la maglietta di true blood con scritto "Bon Temps football", il cappottino che usavo quando ero in Inghilterra e che ora mi è un po' piccolo, i video degli anni '50 e '60 tipo Everly Brothers, Dylan Dog, le converse, il mio vinile di Nashville Skyline, la parete di sughero in camera mia. Poi? Sono le cose più diverse che mi fanno stare bene, mi calmano, mi rasserenano, quindi aggiungo: l'odore dei pop corn, i fiori per capelli, comprare uno smalto, le cose rosse a pois, le vecchie osterie e i relativi bicchieri bassi per il vino, le polaroid, la birra. L'ultima è un po' sdolcinata e quindi non ve la dico.
Vi lascio con una canzoncina che trovo adorabile: Vetiver - Hook & ladder.

martedì 7 giugno 2011

Pink moon

Non vi libererete di me molto facilmente comunque... 
Continuerò a postare sul blog quando mi va, quello che mi va, 
senza sentire addosso la pressione di farlo ogni giorno. 
Stasera vi parlerò di Nick Drake. 
Un bel giorno mentre ero alle superiori, credo in terza, 
Paolo mi disse: "Secondo me a te piace Nick Drake" 
e fu così che mi prestò il cd di Pink moon. 
E' stata un'epifania di quelle che ti lasciano stordita: l'ho masterizzato, 
e l'ho ascoltato ogni giorno per mesi. 
Poi ho comprato anche gli altri, e la cosa incredibile è che anche a distanza di anni 
per ogni fase importante della mia vita c'è una canzone di Nick che le corrisponde. 
Esempi? "Hazey Jane I" parla dell'università, che per me è stata un'esperienza amara: 
non volevo fare giurisprudenza, eppure mi è toccato farla, 
e mi sono buttata a capofitto cercando di finirla prima possibile 
"do you like what you're doing? Would you do it some more? 
Or will you stop once and wonder what you're doing it for?". 
Ancora? A dicembre 2006 ri-incontro Francesco per caso per l'ennesima volta, 
e la sera di Natale mi chiede il numero di telefono. 
4 febbraio 2007: porto a Francesco un cd che gli ho fatto per fargli conoscere un certo cantante. 
La canzone che per me rappresenta l'inizio e il proseguimento di questo amore è 
Per chi se lo stesso chiedendo: no, non avevo visto "Serendipity". 
L'ho visto per la prima volta un paio di settimane fa. 
Altro? Inghilterra. Vado a vedere la tomba di Nick a Tanworth in Arden. 
Esperienza quasi ultrasensoriale, non so spiegarla, è stato come uscire dallo spazio e dal tempo, 
una sensazione che ho provato solo un'altra volta nella vita 
leggendo "Il leone, la strega e l'armadio" da bambina. 
Sulla tomba c'è una frase tratta da "From the morning" che dice 
"and now we rise, and we are everywhere". 
E poi ancora "Rider on the wheel"
che ascoltavo sempre quando d'estate andavo a correre nella campagna vicino a casa. 
A volte i momenti importanti sono fatti di una manciata di sensazioni 
che si provano correndo da soli 
con la luce del sole del tramonto che ti acceca e ti scalda. 
Vi consiglio caldamente di ascoltarlo, immergervi, lasciarvi cullare.

lunedì 6 giugno 2011

Il mio 365 project finisce qui

Ciao a tutti, 
come avrete notato sono assente da una settimana dal blog. E' un periodo un po' particolare, non è successo niente di grave ma sono stanca di alcune persone e alcuni atteggiamenti, sto attraversando una fase di cambiamento che spero mi porterà dove voglio andare e il blog era diventato uno stress per me e soprattutto le foto che postavo erano sempre peggiori. Quindi il mio 365 project si ferma alla 150ma foto.
Mi sono addirittura tolta da fb stanotte mentre alle 4.30 non riuscivo a prendere sonno perché mi è successa una cosa che mi ha fatta innervosire parecchio. Non so se capita anche a voi, ma la gente spesso prende me per la propria badante, baby sitter, dama di compagnia, agenzia matrimoniale o causa dei suoi mali. E non mi sta bene passare sempre per stronza quando non lo sono. Per dirla come direbbe Guccini "ma chi me lo fa fare/ di stare ad ascoltare/ chiunque ha un tiramento?". Ecco.
Quindi io abbandono la nave dei folli (cioé internet e il fatto che a certe persone psicolabili sia concesso l'uso di un computer) e vi saluto. Vi ringrazio per avermi seguita e per i vostri commenti, ci rivedremo!
Linda

martedì 31 maggio 2011

lunedì 30 maggio 2011